Diga di gomma dal dentista: a cosa serve e perché

Scopri cos'è la diga di gomma e perché la utilizzo durante le cure. Sicurezza e serenità per ogni trattamento.

Dr. Alessio Montorsi
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Diga di gomma dal dentista

Quando lavoro su un tuo dente, c’è uno strumento che forse non conosci ma che uso quasi sempre: la diga di gomma. Non è un dettaglio tecnico da addetti ai lavori. È uno dei motivi per cui posso lavorare con precisione, e tu puoi stare tranquillo che tutto stia andando come deve.

Cos’è, in parole semplici 

La diga di gomma è un sottile foglio di lattice (o materiali senza lattice, per chi è allergico) che fisso attorno al dente su cui devo intervenire, tramite piccoli ganci. In pratica, isolo completamente quel dente dal resto della bocca: niente saliva, niente lingua, niente guance che possano interferire.

Immagina di dover incollare qualcosa con precisione millimetrica, ma in un ambiente umido, in continuo movimento, dove basta una goccia a compromettere il lavoro. È esattamente quello che succederebbe senza la diga. Con la diga, invece, lavoro in un campo pulito, asciutto e sotto controllo.

Perché uso la diga di gomma 

Per me la diga di gomma non è un optional. È parte del modo in cui intendo conservare il tuo dente, non solo curarlo. Ha tre funzioni che considero fondamentali:

  • Protegge i tuoi tessuti orali da strumenti e materiali durante il trattamento.
  • Impedisce ai batteri della saliva di contaminare la cavità del dente che sto curando.
  • Riduce il rischio che tu possa ingerire o inalare accidentalmente piccoli strumenti o frammenti di materiale.

Quest’ultimo punto, in particolare, è una delle ragioni per cui non transigo sull’uso della diga: la tua sicurezza durante il trattamento viene prima di tutto.

Quando la utilizzo

Uso la diga di gomma nella maggior parte dei trattamenti conservativi e in tutte le terapie canalari, dove la sterilità del campo operativo è ancora più critica. Se hai già fatto una cura da me, probabilmente l’hai già vista: quel piccolo foglio verde o azzurro che isola il dente durante il lavoro.

Se non l’hai mai notata, chiedimelo pure alla prossima visita. Mi fa piacere spiegarti passo per passo cosa sto facendo e perché: credo che capire come lavoro ti aiuti a vivere la cura con più tranquillità, non meno.

Cosa significa per te

Qui arriva la parte che ti interessa davvero. Un’otturazione eseguita in un campo isolato dalla saliva tende ad avere meno complicazioni dopo la cura: meno probabilità di dolore persistente, meno sensibilità al caldo o al freddo nei giorni successivi. Non perché la mano del dentista sia più o meno esperta, ma perché il materiale che uso per otturare il dente ha potuto legarsi correttamente, senza contaminazioni.

Capita comunque, anche a trattamento perfettamente eseguito, che tu avverta un po’ di sensibilità nei giorni o nelle settimane successive: è una reazione naturale del dente, e nella grande maggioranza dei casi si risolve da sola. Solo raramente serve intervenire di nuovo sulla otturazione, e ancora più raramente (solo se la carie era già molto profonda alla partenza) si arriva a una devitalizzazione. Ma anche in questi casi rari, sai che tutto il possibile per evitarlo è stato fatto fin dal primo momento.

Il mio impegno con te

Ogni scelta che faccio in fase di trattamento, dalla diga di gomma al tipo di materiale che utilizzo, nasce dalla stessa idea: darti una cura che duri nel tempo, senza sorprese spiacevoli dopo.

Se hai domande su un trattamento che devi affrontare, o vuoi semplicemente capire meglio come lavoriamo in studio, sono qui per rispondere.

Contattaci per prenotare la tua prima visita. Ti aspettiamo.